In un certo senso, credo che sempre scriviamo di qualcosa che non sappiamo: scriviamo per rendere possibile al mondo non scritto di esprimersi attraverso di noi. Read the rest of this entry »

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Un aggiornamento alla sezione testi: ho aggiunto un articolo scritto qualche tempo fa in occasione dei dieci anni di attività di LUST, dopo una visita al loro studio a L’Aia e la conferenza di Dimitri Nieuwenhuizen alla SPD. Quella che vedete sopra è un’immagine tratta dal loro progetto per Hoek van Holland. Il testo lo trovate qui.

Verse by voice is a fascinating collection of poetry recorded by different readers on Coudal Partners’ answering machine. It also nicely reminds me of something I happened to do some time ago (reciting poems to strangers calling from an art gallery in Dublin).

Found via Lined and Unlined (thanks for a new source of addiction!).

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Allora è vero, la crisi c’è…

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Days to remember è on line da qualche giorno. È un nuovo progetto nato da una serie di foto che sto facendo a Parigi da un paio di anni a questa parte. Si tratta di date stampate nell’asfalto dei marciapiedi; da quello che ho potuto intuire, credo che servano a segnare la date dei lavori fatti, ma non è questa la cosa interessante; sono più la qualità dei segni e le loro potenzialità espressive ad aver attirato la mia attenzione.

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Lost in the Funhouse è una raccolta di racconti pubblicata da John Barth nel 1968. Ho incontrato questo libro due volte. La prima in un banco di libri di seconda mano, nella prima edizione italiana di Rizzoli. La seconda, quasi esattamente un anno fa, quando una copia della prima edizione americana mi è arrivata per posta come regalo di compleanno da un amico lontano. Read the rest of this entry »

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Un grazie a James Clough per questa riscoperta: il Caslon Italian, il carattere in cui tutto ciò che può essere “sbagliato” lo è. Read the rest of this entry »

I Bianciardini (i libri fuori dal mercato di cui vi ho già parlato) non erano scomparsi, si erano solo dedicati a diffondere testi di un altro autore, Leo Longanesi. Con molto piacere ho letto qualche giorno fa da una mail di Riaprireilfuoco che il prossimo Bianciardino è una riedizione di Il lavoro culturale, il primo breve romanzo di Luciano Bianciardi, scritto nel 1957. Il racconto, ambientato nella provincia italiana del dopoguerra, tra speranze di rinnovamento e delusioni, regala alcune grandi pagine sul linguaggio della cultura passato al tritacarne della politica.

È un Bianciardino quadruplo – 64 pagine, ma il prezzo di (almeno) un centesimo rimane invariato. Per leggerlo e farlo conoscere il sistema è il solito: offrirvi come complici e diventare distributori. Leggete qui come si fa.

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Con un incontro ieri sera al Triennale Design Museum di Milano è stata lanciata la seconda edizione di Spaghetti Grafica, il progetto del Ministero della Grafica che intende indagare e far conoscere la grafica italiana contemporanea. Read the rest of this entry »

captcha

We are not surprised anymore when a machine asks us to qualify ourselves as humans: this happens almost every day while we move around the web. Captchas (Completely Automated Public Turing test to tell Computers and Humans Apart) – distorted pseudo-words that we’re supposed to decipher to be allowed to enter into the system – have become a familiar feature of our on-line experience: forestwom, dersildeum, pridsonch, substsman, hello there! Read the rest of this entry »

now listening to

me and mr jones, Mark Eitzel

Oinoi >> Flickr

Bill

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