Qualche mese fa, il sito di Hyphen Press è stato rinnovato. La novità più interessante è il Journal, nel quale trovano spazio – con maggiore frequenza di prima – rapide segnalazioni e veri e propri articoli.

Uno dei più recenti racconta, con lo sguardo lucido e analitico di Robin Kinross, quattro ‘libri sui libri’: le nuove edizioni dei Best Books olandesi, svizzeri, tedeschi e inglesi.

Molta attenzione alla qualità complessiva (non solo il design ma anche la produzione), e al legame tra la realtà editoriale dei diversi paesi e il livello dei libri prodotti. In più, alcune utili riflessioni che possono sorgere dalla lettura: sui limiti che queste operazioni hanno in sé (può un libro rappresentare veramente un altro libro?), sulla qualità autocelebratoria che spesso finiscono per avere; ma anche sul fatto che spesso il design del catalogo che viene prodotto, nello sforzo di farsi ricordare (forse per essere premiato l’anno successivo?), finisce per sopraffare i libri che dovrebbe far conoscere.

Sullo stesso tema, potete leggere questo articolo di Daniele Barbiero, che discute di Die Schönsten Schweizer Bücher 2005. Quest’anno ne hanno ragionato anche Julia Born, Lex Trüb e gli studenti del Werkplaats Typografie di Arnhem (tornerò più avanti sul loro The Book and Other Books).