Una delle cose belle di Milano sono certe sue librerie; verrebbe da chiamarle dell’usato, ma non è semplicemente così, perché trovano, recuperano, riportano in vita libri importanti. Contribuiscono così a mantenere viva la circolazione delle idee, permettendo a titoli che nessuno probabilmente ristamperà mai di essere ancora raggiungibili. Ultimamente è in queste librerie (e in qualche banchetto dell’usato) che compro molti dei miei libri (tra gli altri, quelli di Luciano Bianciardi), seguendo un istinto che mi porta ad accogliere quello che trovo anche se non è esattamente ciò che stavo cercando, dato che gli incontri con i libri non sono mai prevedibili in questi luoghi.

L’Atalante sta in via Tadino 30, zona Porta Venezia/Lima, e occupa un piccolo spazio con due vertine ad angolo. Ci sono tornata qualche giorno fa, senza un obiettivo preciso, e ne sono uscita con tre libri: le Conversazioni americane di Borges, Letteratura e Rivoluzione di Hayward e Labedz (scelto – lo confesso – solo perché appartiene alla collana i Gabbiani del Saggiatore, quelli con le copertine tipografiche di Anita Klinz) e una vecchia edizione Feltrinelli dei Racconti di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Di quest’ultimo (con la classica copertina anni 60 di Albe Steiner), mi è molto caro un racconto, Lighea, poi ripubblicato con il titolo La Sirena nelle edizioni successive. Come prevedibile, dato che il libro l’ho già, questa copia è diventata subito un regalo di compleanno.

Nel frattempo, tornata a casa, ho scoperto dal loro sito che hanno anche la prima edizione italiana de L’invenzione di Morel, di Adolfo Bioy Casares; altro libro fondamentale (indipendentemente dalla copertina). Toccherà ritornare…

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