«[…] da tutto ciò oggi dovrei ricavare un libro armonioso e limpido. A volte ho la sensazione di averlo già scritto, che si nasconda in questa impenetrabile giungla di inchiostro, che dovrei limitarmi a liberarlo, un pezzo dopo l’altro, dalle tenebre, e allora le membra sparse si ricomporrebbero da sole…»
Vladimir Nabokov, Il dono (1935), Adelphi, pag. 178.