Progetto grafico 18

Il numero 18 di Progetto grafico sta arrivando in questi giorni agli abbonati. In questo numero l’apertura, sul tema “Grafica e politica: indizi” è a cura di Giovanni Lussu. Le 32 pagine raccolgono “frammenti, spunti e divagazioni” che affrontano l’argomento evitandone i risvolti più scontati.

La presentazione in forma di appunti rende il contributo di Lussu molto aperto: certamente non privo di opinioni, che possono essere desunte dalla scelta degli argomenti. È chiaro che a Lussu non interessa affatto una difesa a priori del mestiere del grafico: la priorità è la possibilità di comunicare ogni volta con i segni e le modalità giuste, senza pregiudizi estetici. Politica quindi è un grafica che è consapevole dei contesti in cui agisce; politico è il  comprendere che non basta “fare bene il proprio mestiere” se non ci si chiede che ruolo hanno nella nostra società gli artefatti che progettiamo; è anche saper rendere visibile il reale e il possibile. Lungo il percorso, si incontrano Buckminster Fuller, El Lisitskij, Stanley Morison, Jan Tschichold, JMW Turner, Jan Lenica, la literatura de cordel e una buona dose di matematica (l’unica cosa che può consentire di essere veramente rivoluzionari nel design, secondo Lussu).
Il testo, che si conclude con una ottima bibliografia commentata a cura di Valter Follo, è un contributo molto importante alla costruzione della consapevolezza del progetto, di cui abbiamo davvero ancora molto bisogno.

A completare il numero, un buon articolo di Luigi Farrauto sulle mappe dei trasporti, a partire dal caso New York; una introduzione alla grafica turca di Ömer Durmaz e Sinan Niyazioglu; una presentazione del progetto Isotype Revisited a cura del gruppo di ricerca dell’Università di Reading; articoli sulla mail art, sul libro d’artista e illustrato, e molto altro.
I miei contributi sono un racconto dell’esperienza nella giuria degli European Design Awards, e una recensione di The Transformer. Principles of making Isotype charts, di Marie Neurath e Robin Kinross, edito da Hyphen Press.